Struttura del Teatro

Il Teatro Angelo Mariani è posto all’interno del Palazzo Fregoso, detto anche "il Palazzone".
La costruzione del "Palazzone" si rese indispensabile quando i Fregoso, con Aurelio, cominciarono a dimorare stabilmente nella Rocca di Sant'Agata Feltria per cui trasferirono tutti gli uffici nel nuovo fabbricato.
Nel 1660 fu trasformato in sede del Comune, dopo il ritorno del paese sotto la sovranità pontificia.
La prova storica dell'esistenza di una sala-teatro posta nel "Palazzone" ci viene fornita dal verbale della deliberazione del Consiglio della Terra di Sant'Agata del 16 agosto 1662 nel quale "Fù letto un memoriale di Francesco Calabati quale addimanda la Stanza del Palazzone ove si fanno le commedie, per quattro pauli il mese et à bocca offerì cinque pauli il mese sin tanto dura il tempo della sua Hosteria".
Nella successiva riunione del 17 dicembre 1662, il Consiglio della Vicinanza deliberava di concedere in affitto, al signor Calabati, la suddetta stanza per esercitarvi l'attività di osteria a condizione che la stessa fosse sempre a disposizione della Comunità "per tutti i bisogni che possino avenire, et in specie il farsi commedie".
L'uso della sala, da parte della gioventù santagatese, per fare recite e spettacoli, non è certamente iniziato nell'anno 1662, ma è di ben più antica memoria. E' logico supporre che, fin dalla sua prima costruzione, una stanza del Palazzone fu utilizzata dalla gioventù santagatese per effettuare recite e rappresentazioni teatrali.
 

Palcoscenico, Platea e Palchi

L'ingresso del teatro è stato ricavato eliminando il quarto palco del primo ordine, per cui il corridoio laterale risulta spezzato in due tronconi.
Poiché l'ingresso principale è posto sul lato più lungo della sala rettangolare, l'accesso alla ingresso del teatroplatea avviene parallelamente al palcoscenico distinguendosi quindi dalla maggior parte dei teatri in cui l'ingresso è collocato ortogonalmente. La cavea è a forma di U allungata, con tre ordini di 15 palchetti ciascuno, a cui vi si accede lateralmente, attraverso stretti corridoi con pavimentazione in cotto legata all'assito con malta e gesso.
L'intera struttura è completamente di legno di castagno.
Il teatro è composto da tre ordini di palchi disposti a forma di ferro di cavallo con bracci laterali molto allungati, tanto che i palchetti sui fianchi risultano molto obliqui. Le due balconate superiori sono ricoperte, in tutta la loro lunghezza, da magnifiche decorazioni a drappo bianco con sovrapposti festoni policromi. Il boccascena di notevole ampiezza come d'uso, contiene sei palchi, tre per parte in parallelo coi tre ordini.
I due palchi superiori sono ricavati nei due spicchi di vela che adornano e alleggeriscono l'architrave decorato a girali e stralci di fiori stilizzati.la platea del teatro
Al centro dell'architrave un grande medaglione raffigurante Angelo Mariani.
Il soffitto ha la stessa forma della platea e vi si ritrovano gli elementi decorativi delle balconate e dei palchi.
Al centro del soffitto è appeso un lampadario in metallo e cristalli.

 

La Balconata

La balconata del primo ordine è stata restaurata con decorazione a strisce chiare e scure a finto marmo. Quelle del secondo e terzo ordine sono decorate con dipinti a tempera che raffigurano drappi di trine e pizzo sui quali si appoggiano festoni floreali dai colori leggiadri su fondo di colore azzurro.
Le aperture dei palchi sono rettangolari e lateralmente delimitate da colonnine in chiaroscuro.
 

Il Soffitto

Il soffitto ha la stessa forma oblunga della platea. È decorato a grande ovale di colore celeste circondato da drappo bianco simile ad un ampio merletto.
Al centro è posto un rosone filettato da sottile listello ligneo e definito da una stella ad otto punte, dai cui angoli si partono gli elementi  di un grande festone policromo.
Nei quattro pennacchi, incastonati fra movimenti di tralci, quattro medaglioni con le figure dei personaggi storici più rappresentativi di Sant'Agata Feltria.
Nel soffitto si trovano gli elementi decorativi delle balconate e sono riferibili alla seconda metà dell'Ottocento.
 

Il Lampadario

Quantunque sia di forma comune, è tuttavia un pezzo di notevole eleganza e costituisce il lampadariodegno decoro del soffitto.
Il lampadario ha scheletro metallico composta da asta portante centrale e da tre cerchi di diverse dimensioni, di cui il più ampio nel mezzo, il mediano in alto, il più piccolo in basso.
I tre cerchi metallici sono collegati da due fitte serie di fili tempestati di cristalli, che conferiscono al lampadario la caratteristica forma a cratere.
Dal cerchio superiore a quello inferiore pendono oblunghi cristalli lanceolati. Sedici bracci portalampada si staccano dal cerchio centrale.
La sua datazione va ricondotta a cavallo del XVIII - XIX Secolo o, comunque, non oltre la prima metà dell'Ottocento. 
 

I Medaglioni

I nove medaglioni, dipinti ad olio su tela, raffigurano quattro commediografi italiani e cinque personaggi illustri della storia santagatese.
Sono da attribuirsi al pittore Romolo Liverani, anche se dipinti in maniera più frettolosa e sommaria del sipario e delle scene. Quattro sono collocati ai lati del soffitto, quattro sul boccascena e l'ultimo sul proscenio.
I quattro medaglioni collocati ai lati del soffitto, rappresentano Pietro Metastasio, Carlo Goldoni, Vittorio Alfieri, Vincenzo Monti e Angelo Mariani (sui parapetti dei palchi e al centro dell’architrave di proscenio)
Gli altri quattro sul boccascena ai lati del soffitto raffigurano personaggi illustri santagatesi:
  • Ottaviano Fregoso, Doge di Genova e primo Conte di Sant'Agata Feltria, figlio di Agostino Fregoso e Gentile Feltria, figlia di Federico da Montefeltro, Duca di Urbino;
  • Uguccione della Faggiola, uomo d'armi, nato da famiglia ghibellina nel Castello della Faggiola di Casteldelci;
  • Dionigi Agatoni De' Maschi, illustre santagatese noto per aver dato nascondiglio nella sua casa a Sant'Agata Feltria, a Guidobaldo duca di Urbino, nella fuga da Cesare Borgia;
  • Ranieri De' Maschi, Vicario Generale del Doge di Genova nominato dal Papa Pio II Commissario Generale delle Armi della Chiesa;
Lultimo al centro del proscenio, è quello raffigurante il maestro Angelo Mariani.
 
 Ottaviano Fregoso Uguccione della Faggiola Dionigi Agatoni De' Maschi Ranieri de' Maschi

 

Apparato scenografico del Teatrofondale di sant'agata feltria

Sipario e scene (fondali) sono del noto scenografo faentino dell'ottocento Romolo Liverani e rappresentano un notevole complesso scenografico ottocentesco. Un fondale è opera del Reggiani ed altri due del ravennate Ricci.
Il corredo scenico composto da numerosi fondali, rappresenta un notevole apparato scenografico ottocentesco.
Degno di nota il fondale in cui è riprodotta una veduta panoramica di S. Agata Feltria dominata dall’imponente Rocca Fregoso. 
Romolo Liverani (1809-1872) faentino, appartiene a quel gruppo di pittori, quali Zauli, Minardi, Marri, Piani, ecc. che formatisi alla scuola comunale  faentina di disegno, istituita nel 1797 per impulso di Felice Giani, contribuirono a tener viva la tradizione per tutto l'Ottocento. E' documentata la sua attività di scenografo oltre che nella sua nativa Faenza, a Ravenna, Pisa, Livorno, e in molti teatri della Romagna e delle Marche. Una curiosità: come per i grandi artisti di tutti i tempi, anche delle opere del Liverani si trovano oggi falsi, eseguiti su ordinazione".
 
 
• FONDALE RAFFIGURANTE UNA VEDUTA PANORAMICA DI SANT'AGATA FELTRIA.
Nel sipario è raffigurata una veduta panoramica di Sant'Agata Feltria, dominata dalla possente Rocca che fu dei Malatesta, dei Montefeltro ed infine dei Fregoso.
Si può notare il campanile quadrangolare crollato nel 1865 e poi ricostruito nell'attuale forma circolare dall'arch. Botticelli Santi.
• FONDALE RAFFIGURANTE CORRIDOIO DEFINITO DA COLONNATO E SOFFITTO A CAPRIATA.
Nel telone è dipinto un lungo corridoio definito ai lati da colonnato. Ogni coppia di colonne, a fusto circolare liscio, è posta su base quadrangolare con dadi e plinti.
Alla sommità i capitelli sono circolari e reggono la trabeazione sulla quale poggia la travatura a capriata della volta. In fondo al corridoio vi è una porta chiusa riccamente decorata che ha, ai lati, due statue di divinità poggianti su basamento quadrangolare. Sopra la porta cornici dentellate con timpano decorato a tralci.
• FONDALE RAFFIGURANTE INTERNO DI REGGIA O DI CASA PATRIZIA
Nel telone è dipinto un interno di casa patrizia e di reggia, a tre pareti a fondo damascato e soffitto decorato a fogliami, ricci, putti e cartelle.
Sulla parete di fondo, al centro, una grande mensola con ampia specchiera, orologio, ed ai lati due statuette femminili. Agli angoli due consolles con sopra eleganti vasi di fiori. Sulla parte sinistra un quadro appeso, sulla destra tendaggio a baldacchino per una finestra.
• FONDALE RAFFIGURANTE SALA DI CASA PATRIZIA.
Il telone rappresenta una sala di casa patrizia con fondo damascato e soffitto a cassettoni.
Alle pareti laterali sono appesi, in simmetria, due quadri incorniciati raffiguranti paesaggi lacustri. Su quella di fondo, ai lati estremi, si aprono due porte ornate con stipiti e architravi marmorei, a motivi floreali, su ciascuno dei quali è collocato, al centro, lo scudo ovato dell'arma gentilizia di colore celeste.
Al centro della parete è posto un terzo quadro incorniciato, raffigurante castello sul lago.
• FONDALE RAFFIGURANTE CUCINA RUSTICA
Nel fondale è dipinta una stanza rustica (cucina) con prospettiva su tre lati.
Sulla parete di sinistra si apre una doppia rampa di scale, in pietra concia, balaustrata, che conduce al piano superiore attraverso una volta, definita ad arco (in pietra intervallata con mattoni in rilievo), chiusa da porta di legno.
Sul lato sinistro della scala sono state collocate due botti ed un badile.
Sull'altro vi è il camino con cappa e gola che attraversa verticalmente tutta la parete, scomparendo attraverso il solaio sostenuto da travi, travicelli ed assito.
Dall'interno della cappa scendono catene alle quali agganciare caldai e pentole. Sulla mensola sono collocati ordinatamente due piatti, una ciotola, un fiasco impagliato ed un candelabro con mozzicone di candela.
Al centro della parete di fondo, si apre una porta con architrave di mattoni. Da una parte, accanto all'arola del camino, vi è uno sgabello con arnesi di ferro (molle) appoggiati al muro, dall'altra una credenza rustica a due ante, accostata la muro, sulla quale sono state appoggiate due brocche e una ciotola con bicchiere. Poco più sopra una mensola a muro, tipo piattaia, fa bella mostra di vari piatti, con fiasco impagliato e una brocca.
Un'ampia finestra, posta fra la mensola ed il soffitto, dalla quale si intravvede un cielo nuvoloso e fronde di albero, illumina la stanza a giorno.
Alla sinistra della credenza è stata appoggiata una ramazza.
• FONDALE RAFFIGURANTE SOTTERRANEI DI UN CARCERE
Nel telone sono raffigurati i sotterranei di un carcere con vista su tre lati. Sulla parete di sinistra si apre un corridoio sopra il quale, quasi all'altezza dei capitelli delle colonne portanti, vi è una lampada ad olio, piatta, agganciata su tre lati ed appesa ad un filo di ferro che scende dalla volta.
Sulla parete di fondo, al centro, è posta una porta custodita da un leone accosciato, in marmo bianco, collocato alla sinistra, mentre sulla destra, su basamento circolare, è collocato un cippo di una colonna con catene. La porta è sormontata da grande architrave rettangolare, anch'esso marmoreo, sul quale siede la giustizia brandendo con la mano sinistra la bilancia.
La parete di destra, oscura e tetra, costruita con grandi massi di pietra rettangolari, alternati da serie di mattoni con l'intonaco cadente, è flebilmente illuminata da una piccola e stretta finestra con grata, la cui ombra si riflette, diagonalmente, sul lato frontale di una colonna quadrangolare che regge la volta.
• FONDALE RAFFIGURANTE VISIONE NOTTURNA DI CASTELLO
Il telone raffigura un lato di un castello fortificato, con merli e caditoie, il cui accesso è difeso da due imponenti torri. Sullo sfondo, nell'oscurità, palazzo gentilizio. In primo piano è collocata una fontana, a tre zampilli, con vasca circolare traboccante d'acqua, posta su un prato pianeggiante delimitato da muri di recinzione che si intersecano con torre circolare dalla cui sommità scende, fino a lambire il terreno, una cospicua massa di rami fronzuti.
Anche i muri sono ricoperti da cespugli con ramificazioni protese verso il basso. Un'edicola, con tetto a doppio spiovente, è incastonata e si sopraeleva dal muro del lato sinistro.
Tutta la scena è dominata dal cielo notturno rischiarato dalla luna piena che riflette la propria luce argentea sulla facciata del castello creando particolari effetti di chiaroscuro.
Sul lato destro si staglia contro il cielo notturno la sagoma nera di un albero.
• FONDALE RAFFIGURANTE SCORCIO DI PIAZZA CON CAMPANILE GOTICO
Il telone raffigura uno scorcio di una piazza con edifici in vari stili architettonici. Sul lato sinistro vi è un palazzo a tre piani con coppia di finestre arcuate sormontate da bifora gotica. Il tetto è coperto di coppi.
Sull'altro lato domina un edificio con porticato. Al piano superiore finestre rinascimentali con mostre e timpano.
Sulla destra della piazza, lastricata e in parte sconnessa, si affaccia un grandioso palazzo con porticale sopra il quale è posto un loggiato definito con colonne ed archi a tutto sesto. Sullo sfondo di un cielo mosso da piccoli cirri di nuvole, svetta un campanile gotico a cuspide conica.
In primo piano, sul lato destro della piazza, si nota un imponente edificio con porticato. La piazza è ravvivata da alcune tende da sole, multicolori, in stile Bell'Epoque.