Angelo Mariani; nasce l'Accademia Filarmonica. Anno 1838

Nel 1838, a Sant'Agata Feltria nasceva l'"Accademia Filarmonica", costituita da giovani dilettanti in musica, con a capo un presidente, il primo fu Giovanni Fabri.
Proprio per il grande entusiasmo dimostrato da questi giovani, lo stesso presidente, con lettera datata 2 aprile 1841, chiamò a dirigere la Filarmonica santagatese un giovane maestro di musica, Angelo Mariani, ventenne, appena diplomato, ma da tutti ritenuto molto preparato nell'arte musicale, il quale accettò l'incarico con decorrenza I° maggio 1841.

Maestro Angelo Mariani

Così il Mariani viene descritto dal violinista Battistini: «Era proprio nella piena fioritura della sua bellezza. Aveva nobile portamento, statura giusta, con pochissima barba bionda, con due occhi, due stelle, padrone - io credo - del cuore di tutte le donne, colla più bella voce da baritono che abbia sentito ed in complesso il più bel giovane che abbia veduto in vita mia, quantunque in educazione lasciasse qualche cosa a desiderare».
I santagatesi furono subito devoti ammiratori di Mariani riconoscendogli quel grande talento musicale che lo avrebbe visto protagonista applaudito nei massimi teatri nazionali ed europei. Per questo ebbe riconfermato l'incarico per circa due anni, intervallato da periodi nei quali il maestro era chiamato a dirigere le grandi orchestre delle varie città italiane, poiché la sua fama aveva ormai oltrepassato i confini locali e regionali. Alla fine del 1843 la Società Filarmonica Santagatese non ebbe la forza né i finanziamenti per riconfermare l'incarico ad Angelo Mariani, il quale, consapevole delle sue grandi capacità musicali, e richiesto da più parti, se ne andò a Faenza e, successivamente, a Milano.

Ma il grande direttore d'orchestra rimase sempre molto affezionato alla Terra santagatese ed alla sua gente, tant'è che il 28 agosto 1857 lo ritroviamo a Sant'Agata Feltria per una breve visita di cortesia. Nella seconda metà dell'Ottocento il Teatro conobbe un periodo di declino dovuto soprattutto al fatto che il Palazzone richiedeva lavori di restauro e di consolidamento per consolidarne la staticità. Si era arrivati al punto di demolire l'intero Palazzone e ricostruirlo, trasformando il Teatro in uffici comunali. Per nostra fortuna tale decisione non ebbe seguito (per mancanza di fondi) e si preferì ristrutturare sia il Palazzo pubblico sia il Teatro Condomini.

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